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Pseudo_scienza

December 1, 2011

Una dele cose che piu’ mi da fastidio e’ la speudo-scienza. Ovvero, quando con cognizioni semi scientifiche, o presunte tali, si giustificano sceltre dirette da preconcetti, solitamenti derivanti da conoscenze apprese, osmoticamnte o meno, dall’ambiente circostante, e prese di posizione, di stile e sapore dogmaticho ma che si vogliono fare apparire altrimenti. Quest’ultima cosa e’ di per la ragione del fastidio. Difatti, se anche uno volesse, e lo dichiarasse apertamente, comportarsi in base a convinzioni di natura personale o meno, ma non cercasee di motivarle con apparenti ragionamenti di pseudo scienza, che li rendano di consequenza ricche di una validita’ generale, in quanto dimostrate e non assunte tali, ogni parere sarebbe accettabilissimo. Di fatti sarebbe quasi uno spreco di tempo discuterlo. Per sua stessa definizione, un parere e’ un parere. Poi, in alcuni casi e’ possibile confutare con facilita’ certe affermazioni, ovviamente parlando in senso lato e di argometi generici, e la cosa puo’ essere anche se in se divertante, non ci avessero gia’ pensato gli stoici qualche migliaio di anni fa. Ad gni buon conto la pseudoscientificita’ sembra insuarsi ogni giorno, ed inesorabilemente in qualche aspetto della mia giornata. Da qui, l’iniziale idea di lasciare gli pseudoscientisti, definirli speudoscienziati li grazierebbe di un titolo decisamente eccessivi, a bollire nel loro brodino di superstizioni mi appare ora inattuabile. E’ tempo di tentare di debellare questa crescente popolazioni di individui, sebbene sia alla fine impossibile, perche’ la pseudoscienza di basa sul fondamenti scienitifi fortemente scorretti, che pero’ vengono dogmaticamente creduti tali. Vi sono svariati casi di pseudo scienza. La cosa migliore e’ forse porre degli esempi. Per inizare il caso classico e il teorema della sogliola. Secondo questa bella pensata, la sogliola e’ piatta perche’ vive a grandi profondita’ e s’e’ quindi adattata alla pressione. Il ragionemanto non e’ poi cosi’ stupidino. Per altro, c’e’ da dire che la chi accampa questa idea, non la difendera’ con fervore perche’ non ha ricorsi sulla sua vita giornalira. Al massimo il signorino, o la signorina’ decidera’ di non fare il subacqueo onde non assumere forma di sogliola ma e’ finita li. Pero’ su quale base la sogliola appiattendosi sopporta meglio la pressione? Questo non e’ molto chiaro. Per altro la sogliola nenache vive a cosi’ grandi profondita’ da dover sopportare tutte queste pressioni. Di fatti, pesci e creature degli abissi, che veramente vivono devono sottostare a grandi pressioni, non sono piatte per nulla. Di solita sono sufficientemente corpulenti e di forma cilindrica o simile, per dire, tipo degli anguilloni. Non lo dico mica io, ci sono trattati sulla anatomia dei pescioni di profondita’ capisco che l’idea che se uno schiaccia una cosa con una gran forza, essa si appiattisca. Ma per l’appunto nel momento in cui la appiattisci, schiatta, e non ha gran maniera di comunicare la sue nozioni di appiattimento ai suoi eredi, ma neppure ai suoi compari, assumendo che non siano stati pressati anche loro. Chiaramente questo e’ un effetto legato al fare le taglaitelle a mano ppure i tortellino dove l’impasto viene steso a mattarello o ancora meglio con la macchinetta che lo rende strato finissimo e sopraffino per il pranz di natale. La ragione per avere delle anguillone a basse temperature e’ che strutture mlto muscolari e solide controbattono meglio, per via delle presenza di una sostanziale pressione di turgore, le pressione ambientale, consentendo agli organi interni di funzionare in maniera pressche’ normale. Certo non e’ bella vita quella dell’anguillone, ma d’altra parte c’e’ da dire che deve guardarsi da ben pochi altre vipere nel circondario se non qualche altro suo simile. Al contrario una forma come quella della sogliola aumenta la superficie di interfaccia tra la bestiaccia e l’ambiente facilitando la possibilita’ di questt’ultimo di maciullarla per benino. L’obiezione generale a queste osservazioni e’ che l’idea dell’adattamento dalla pressione e’ stata sentita da superquark o analoghi. Ne dubito fortemente, perche’ in genere i signori sono sufficientemente accurati. E’ ben piu’ probabile che la cosa si sia tramandati da discorsi da bar analoghi. Ma l’accampata onniscenza televisiva e’ il segno della difficolta’ a rinciare a convincimenti per quanto campati in aria. La pseudoscienza e’ per altro usata scaltramente proprio dai televisionisti specialemente a scopi publicitari. L’esempio piu’ classico e’ l’oramai mistico pH 5.5., che viene spacciato per “neutro”. Ma neutro non e’. Per definizione il pH neutro ha un valore di 7, non di 5.5. In effetti 5.5 e’ anche sufficientemente acidino. Per altro questa cosa del pH e’ anche di per se fuoriviante perche’ non mastichi almeno un superminimo di chimica perche’ la scala non e’ lineare. Per cui, al commentp che 5.5. non e’ affatto neutro, e la definizione e’ fraudolenta, si ricevono a parte i soliti commenti che se lo dice la TV allora e’ vero, cosa di per se mostruosa, oppure che tra 5.5. e 7 non c’e’ sta gran differenza… e invece no la differenza e’ di quasi 100 volte (in concentrazioni di acido) perch’ la scala del pH e’ logaritmica. In effetti 5.5. e’ un pH acido, ma dire ad uno che si mette dell’acido sulla pelle suona male. Ma allora perche’ tirare fuori sto maledetto pH se poi ti da fastidio dire che sia acido e devi sparare una baggianata incredibile dicendo che e’ nuetro? Misteri della comunicazione. E’ evidente che aggiungere una nozione scientifica, nei confronti di una massa di bestiazze che e’ pronta a credere all’oracolo di portobello male alle vendite non ha fatto essendo che questa manata del pH va avanti da un decennio. Ma io mi dico, che ci stanno a fare i vari garanti se poi passano queste farlacconate, per altro evidentemente fasulle, senza batter ciclio? Ma anche questa poi non e’ cosi’ grave, alla fine il pH della pelle e’ effettivamente acidulo, per cui male il sapone a 5.5. non fa certo. Ma a pH neutro non e’ ugualemnte. L’altro concetto che e’ assolutamente folle e’ quello delle sostanze “naturali”. Di grazia, cosa si intende per sostanza naturale? Secondo questa nutrita schiera di pseudo-scienziolfili e’ sempre meglio ricorrere ad estratti da piante, erbe e piu’ raramente bestiole, piuttosto che affidarsi ad un farmaco, qualsiasi esso sia. La cosa poi sfocia addirittura nella mitologia per i cultori della magia, bianca nera e arcobaleno, dell’omeopatia. Partendo dal punto di vista che, dall’estratto di una pianta ci sara’ una qualche sostanza che puo’ fare del bene, questa, in un estratto misto sara’ mescolata ad almeno un altro centinaio di molecole il cui effetto e’ piu’ o meno ignoto. Per esempio e’ cosa ben nota che la maggioranza dei metaboliti secondari delle piante sono a carattere armatico e molto spesso dei fenoli sostitititi. Queste cose, in un laboratorio chimico, vengono smaltite separatamente, in appositi contenitori, e dovrebbereo venire trattate, prima di essere versate nelle fogne, dove, presumibilmente andranno invece a finire in diretta. Come, tutto ci’ possa fare gran bene ell’essere umano e’ da dimostarsi. Il fatto che sia naturale, di per se dimostra poco. Per esempio, cosa molto simile all’aspirina, si ottiene dalla bollitura delle foglie del salice (da cui il nome acido salicilico). Ma nelle foglie, oltre all’acido salicilico (che non e’ esattamente identico al contenuto dell’aspirina, ma piuttosto simile) ci sono un’altra infinita quantita’ di porcate. Potremmo anche dire che pure il colera e la febbre gialla siano naturali ma questo non implica il fatto che di per se siano buone, cosi’ come, credo saremo tutti d’accordo, non lo sono ne le zecche ne i pitocchi, a meno che uno non faccia parte della tribu’ dei punkabbestia rastaffari… ma poi sul gusto si puo’ anche discute, visto che il massimo trendismo modaiolo consiste nel mostrare il culo come i macachi. Ma tra queste la cosa piu’ tremenda e’ l’omeopatia. Per me questi dovrebbero tutti buttarli in galera per frode. Uno che compra i rimedi omeopatici e’ ignorante e bestia, e gli si puo’ fare passare, ma quelli che li vendono sono dei delinquenti, chi li fa, commette falso ideologico e dovrebbe essere radiato. Il rimedio omeopatico consiste in una qualsisi sostanza, anche il germe del vaiolo, diluito in quantita’ esorbitanti di solvente (alemeno fosse birra, invece in generale e’ acqua distillata). La diluizione omeopatica e’ tale che, per esempio, un bicchierino di grappa e’ omeopatico nel mare mediterraneo, e gli scorfani ballano il twist sul fondo delle scogliere. In sostanza, dopo opportuina diluizine, la probabilita’ di avere anche una sola molecola in un flacone e’ nulla. Per chi la compra, vi stanno vendendo lacuq del ferro da stiro. Per l’altro l’acqua distillata, essendo priva di Sali, di per se fa anche poco bene, non fosse che la quantita’ e’ modica… prima di beccarvi una sola molecola di rimedio omeopatico dovrete, statisticamente, bere una quantita’ pare al mar mediterraneo di acqua. Neppure del corso della votra vita, se la medicina venisse nelle bottigle da 5 liti di white lightining. Vi sfido a dimostrare che fa bene, anche se non fa male, che faccia qualche cosa… roba da matti. A questa, ovvia, obiezzione viene opposta una mistica proprieta’ magnetica dell’acqua, ovvero che l’acqua in qualche maniera si ricorderbbe quello che c’e’ passato. A questo si risponde altrettanto semplicemente. Siccome l’acqua, anche quella superdistillata non viene sintetizzata dal nulla, ma viene filtrata dall’acqua potabile (si spera) dovrebbe concervare le memorie di tutte i vari agenti, disgustosi piu’ o meno la scelta la lascio a voi, che e’ andata ad incorntraedutante la sua vita. E l’acqua circola abbastanza liberamente sul glovo terraqueo. In altre parole, la memoria, ammesso che ci sia perche’ non c’e’ singola dimostrazione scientifica di essa, ,ma assumendola per assurdo, non sarebbe della mistica molecola omeopatica, ma di quasi tutto quello che lo scibile umano ha catalogato dalla parte del dannoso come altresi’ del virtuoso. Mediamente, percui, nel grigiore della mediocrita’. E’, alla fine della fiera un rimedio da ignavi. E allora, pseudo scienziati, continuate a farvi truffare, ne concludo, che ve lo meritate. Come animale biologico, l’uomo fa veramente nel suo complesso grande pena.

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