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La giostra delle diocanaglie.

December 1, 2011

E’ certo che nel mondo c’e’ troppa gente. nelle citta’ c’e’ troppa gente. per le strade c’e’ troppa gente, e crea traffico. il traffico grea rumore, gas nocivi. in altre parole e’ un suidicio di massa organizzato, o meglio, un omicidio perche’ il suicicio dell’automobilista e’ un atto fin troppo onorevole per essergli concesso. i treni sono un carnaio, personaggi discutibili in piedi e seduti, in genere puzzolenti, perche’ sofferenti di problemi alle ghiandole sebacee o alternativamente perche’ ancora ignari dell’uso del sapone, come in buon aparte dell’ emisfero boreale. altro che carta di identita’, se nella valigia questi non hanno almeno tre saponette bisognerebe rimandarli direttamente al mittente, via calci in culo, o al massimo, nella stiva di una nave merci, privio sfruttamento da camallo per una buona ventina di giorni’, a pane  e acqua, se sopravvive, a me, importa poco. purche’ si lavi. per non parlare di quelli che mi entrano con la fisarmonica. e fino alla fisarmonica, va bene, gleila faccio passare mi fa folcrore, sopporto. il paganini dei poveri, pure lo tollero. ma i gipsy king col delay, quelli no. a quelli gli infilerei la chitarra attraverso vari orifici e sempre dal lato della cassa armonica. perche’ volare ohoh non la si puo’ piu’ sentire. specialmente col riverberone che neppure il gilmour dei tempi peggiori si azzarderebbe a tentare. la presenza di questa fauna cittadina e’ uan chiara dimostrazione che si e’ in troppi. la gente deve avere anche troppi conquilini perche’ si ostina a impelagarsi in prestazioni speudosessuate sui sedili della metropolitana. devono vcivere in un appartamento decisamente affollato. ma non solo. anche la campagna mi e’ invasa da questa popolazione di manigoldi. insomma non c’e’ piu’ pace in questo mondo, ed e’ tempo di apporare qualche rimedio. pensandoci, fare lo sforzo di apportarci un rimedio e’ da barboni. lasciamo che le cose facciano il loro corso. in effetti puo’ ben essere che tutto il sistema di per se agisca con una regolazione a retroazione negativa e ad un certo punto tutti questi elementi si autoelimineranno, a vicenda. in parte gia’ sta succedendo. per esempio, lasciamo che la selezione faccia la sua parte. quando tutti negroidi saranno positivi all’HIV, ce li saremo tolti dalle palle, e sicuramente la nostra industria del sapone non ne soffriara’. se a uno di questi gianolidi non saltava in mente di inculare un ornago, probabilmente sarebbe ancora tutti contenti afcendo settecento figli etrombando come conigli ogni santo girono con tredici donne differenti. ora lo fanno, ma in dieci anni le tredici donne sono belle che sotterrat e cosi’ in figli. in un cinquantennio, se noi li si lascia in pace e li tiene fuori da coglioni, ecco che ce ne sara’ sempre di meno, il mondo sara’ piu’ bello e profumato, potremmo sfrittare le risorse del continente nero senza i badula in circolazione e potremmo pure farci le vacanze estive, col boa l’elefante e il rinoceronte, dopo una buona antimalirica e due pastiglie per il tifo.
nel continete nero
paraponziponzipo’

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