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E gira gira l’elica…

December 1, 2011

Non v’e’ dubbio alcuno che, oggigiorno, una delle principale preoccupazioni che affliggono il genere umano, nel suo complesso, e’ il traffico stradale. O per meglio porre la questione, come risolvere il problema del traffico stradale, pur contribuendovi, in modo pressoche’ inesorabile, col nostro bel macinino. Nel caso del sottostritto, quanto bello e’ poi tutto d’appurare. Qualche mente superioire, svegliandosi un giorno, ha quasi d’incanto deciso che l’uso del semaforo, fosse da incolparsi per ogni ingorgo creatosi, se non nell’interezza del globo terraquaeo, quantomeno nella ridente penisola dell’automobilista incallito. Scopiazzando da qualche suo collega, pseudo genialoide, d’oltralpe, inizio’ una sistematica sostituzione del semaforo con la rotatoria. A parte il fatto, che al sottoscritto il semaforo, sara’ per le lucette varipinte, sembra uno dei pochi elementi caratteristici di molte cittadine, in particular modo quelle semi sommerse nelle nebbie e le brume, sta sufficientemente simpatico come oggetto per se, ma l’agilita’ della rotatoria, e’ tutta di dimostrasi. Nell’arco dei passati cinque o sei anni, la rotatoria ha preso il sopravvento su tutto, e per tanto, su tutti, guidatori di mezzi meccanici e no. Fanno esclusioni, forse, solo trattori e mototrebbie, che della rotatoria possono infischiarsene tirando bellamente una traettoria dritta, senza neache passare dal via, alla bella faccia della aiuola piu’ o meno fiorita. Nel frattempo, la piazza della mia cittadina, esempio come un altro di cittadina, o meglio anonimo paesotto, s’e’ traformata in una rotonda. A cui si accede attraverso due rotonde, si venga dalla statale o dalla provinciale. Anche sulla statale c’e’ una rotanda. Di fronte al centro commerciale. Le rotonde di oggigiorno sono munite di cordoli, atti a gare automobilistiche competitive. Dubito che si tenti di organizzare un gran premio di formula 1 nel mio paesotto, ma non si puo’ mai sapere. Mi dissero che i cordoli servono per far girare piu’ agevolmente i camion. Ma quando ne incontro uno e’ sempre incastrato nella rotunda, sara’ per va del conduttore armeno che e’ poco pratico delle rotazioni euleriane e abbandona il mezzo svincolato per comprarsi una stecca di camel senza filtro, o sara’ l’architettino che per protesta sul fatto che non abbiano accettato il progetto iniziale che prevdeva marmo di carrara intarsiato con le proprie iniziali in platino platinato, ha, volutamente, impostato un angolo non adatto al guidatore armeno. Di fatto, si voglia per un motivo o per l’altro, l’ingorgo, in entrata, o in uscita (sis a che il verso, come nel caso della corrente e’ puramente convenzionale), al paese e’ assicurato. Nonstante tutto, e in nome del neo illuminismo planificatorio, le rotonde continuano a prolificare, e noi ci si gira in giro come dei santi pirloni. La cosa che piu’ mi lascia basito e’ la presenza di struttore di taglia ciclopica, nel bel mezzo di zone semi-desertiche, e neppure industriali. Che hanno il desertico come carateristica identificatoria. Per esempio, la strada che porta ad uno dei numerosi laghetti, che tempestano la terra dei laghi… questa stradina, va da se, appena appena a doppia carreggiata, ha in generale un traffico del tutto irrisorio. Ad eslusione di quattro gatti che van in gita al laghetto, dove c’e’ pochissimo da farsi oltre ad ammirare le papere e i cigni, quando decidono di starci e di non ritornare da dove sono stati rapiti, e agli altrettando poco numerosi abitano dei comuni, e frazioni, mettiamoci anche loro, rivieraschi, non mi di intravvedere. A quel che io ne sappia, e avendo vissuto qua in giro per trent’anni, avro’ diritto al mio pezzo di memoria storica o meno ? code paurose o incidenti ecclatanti, escludendo gli intelligentoni che vanno a fare le pirolette e le derapate sul lago, quando e’ chiacciato….non se ne ricordano. Ed invece, ecco che spunta, o meglio e’ li da un paio d’anni e prima ce ne hanno messi altri tre per finirla, ma solo oggi, mi viene voglia di discutre di questa bella trovata, una rotatoria colossale, nel bel mezzo del nulla. Per giunta, alle spese di una micro disboscamento. E per condire il tutto, una statua bronzea nel bel mezzo.Chissa se ce l’ha la tangeziale di una grande citta’ ? ma mi si faccia, un grandissim, piacere ! a chi mai puo’ servire? Quale traffico s’era da smaltire? Puo’ essere, mi direte, che un servizio l’ha fatto a chi l’ha messa posa e pure che l’ha disegnata, e perche’ no, anche a chi l’ha commissionata. E’ il modo d’operare dell’essere umano in ambiente democratico. E vada pur bene anche questa. Lavorare tutti, giustizia sociale, per l’amor di dio non la si discute, anche se ne verrebbe la voglia, anzi discutiamola, sta giustizia o cosidetta tale. Anzi ridefiniamola, che cn le definizioni ci si va sempre bene, e’ una giustizia circolare, in cui chi circola si grazia e si grazia chi circola, cosi’ circolando siamo tutti graziati e avendoci girato in giro in mattinata sarei graziato anche io di grazia ? il concetto mi sempra buono et equo e solidale, e sulla base di tale solidarieta’ mi verrebbe voglia di trasferire la statuetta bronzea in salotto, ne avessi spazio, e soprattutto avessi il transit. Invece meglio sarebbe rimetterla nella piazza, dov’era in precendeza, tanto una rotonda vale l’altra. Invece, pare, che nella rotunda della piazza ci si voglia mettere un aeroplano; dico io, ovviamente ad elica… cosi’ gira gira l’elica…
E finche’ si gira, e si rigira, si gira e si rigira, ci si tiene occupati e c’e’ sempre la speranza per un futuro migliore. Solidale ed equo, va da se.
Ma allora, se a tutti piaciono questi bei giramenti, perche’ non costruire un ovale ad alta velocita’, che orami quello di Monza e’ buono solo per la archeologia industiale, nel parco ex-discarica, come suggerisco da qualche lustro. Niente di meglio che unire i giramenti con il riciglaggio. Un riciclaggio di giramenti control o sperpero del mondo moderno; e ci sta anche le macchine le facciamo andare col biogas: fornisce direttamente il circuito. Che sti fuochi fatui notturni dalle ciminienere hanno stamazzato gli zebedei. Cosi’ ci sentiremmo tutti un po piu’ moderni ed in contemplazione del neo eretto tempio della velocita’.

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