A ognuno la sua ciambella
Non c’è che dire, l’annata si conclude in bellezza. Ogni volta rimetto piede nella dannata madre patria me ne chiedo il perché. Per vedere dei bar di merda nel mezzo della campagna, con sempre i soliti quindici personaggi da strapazzo, seduti nelle stesse sedie bisunte e con l’oste tirchio che non ti arrotonda neppure il centesimo e che per tanto si merita pienamente il fatto che la gente gli scippi le bottiglie dal frigo qualora gli volti le spalle? Può darsi, ma non credo. L’aria fresca fa poco bene alla bronchitica asmatica e di certo non giova alla gastrite cronica. Certo c’è di che farsi delle risate ad osservare i personaggi che pullulano tra le pareti rivestite di un legno improbabile e adorne di foto newyorkesi altrettanto improbabili. Questi quanti di bifolco alla fine hanno pure un loro perché. Fanno probabilmente parte della mobilia. Sostanzialmente sono inoffensivi, sebbene si credano l’opposto. Lo specchio appeso al muro è sintomo che un giorno ci fu un bigliardo in qualche angolo locale, ma non più. Al limite un calciobalilla oppure un sempre ottimo flipper che rallegra la festività natalizie. L’immancabile vecchio che si gioca la pensione alle macchinette del poker e che farebbe meglio ad andare a puttane, che la via due isolati più in là è affollata di certe signorine colore dell’ebano, che certo non sono venute a svernare in brughiera. Non che mi curi di osservare come questi signori e compari si dimenino per ogni dove dei quarantametriquadri del locale, ma ho sempre trovato estremamente vantaggioso il poter guardali dallo specchio, qualora la conversazione fosse diventa tediosa al limite della sopportazione, come al più delle volte, e d’altra parte non son certo io l’essere capace di infiammare le folle con filippiche sulle meraviglie della foreste subtropicali, o altre amenità atte al tavolo del bar. Tra l’altro pure la birra fa un po’ schifo. Allora. Cosa cazzo ci vado a fare mi chiedo? Beh, difficile da dirsi. Probabilmente perché al fin della fiera il degrado della società umana è attrattivo. Ci si passa attraversi, soddisfatti si sé, pur essendo consapevoli di farne parte.
C’è gente in giappone che mangia delle ciambelle di alghe.
E questo la dice tutta.
Ora so perché torno, di tanto in tanto, per abbuffarmi di trippa.
Tanto poi ci pensa il malox.